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Piano d'azione
PREDISPOSIZIONE E PRIMA ATTUAZIONE
DI UN PIANO D'AZIONE REGIONALE PER LA CONSERVAZIONE DEI CHIROTTERI
Il progetto triennale (2006- 2009) del Settore Pianificazione Aree Protette della Regione Piemonte per la tutela, la conservazione e la valorizzazione delle specie di chirotteri e dei loro habitat
MOTIVAZIONI
(top)
Un terzo dei mammiferi selvatici terrestri italiani appartiene
all'ordine dei chirotteri, i pipistrelli. Si tratta di uno dei gruppi
zoologici più sensibili alle rapide modificazioni ambientali
causate dall'uomo: attualmente il 50% dei mammiferi terrestri italiani
inseriti nella lista IUCN delle specie considerate minacciate d'estinzione
o prossime a divenire tali, è rappresentato da chirotteri.
Le cause di tale precario stato di conservazione sono molteplici:
abuso dei pesticidi in agricoltura; distruzione/alterazione degli
ambienti in cui i pipistrelli si alimentano e dei siti di rifugio,
che essi utilizzano per riposare di giorno, trascorrere il periodo
del letargo e riprodursi; episodi vandalici alimentati dal persistere
di luoghi comuni assolutamente infondati.
Eppure la legge pone i chirotteri fra la fauna oggetto di tutela
da molto tempo. Il Regio Decreto n. 1016 del 1939 - prima raccolta
legislativa unitaria, a livello nazionale, ad occuparsi di fauna
- già disponeva il divieto di ucciderli, considerandoli utili
all'uomo per l'insostituibile ruolo di consumatori di insetti nocivi,
in particolare insetti notturni, dei quali i pipistrelli sono i
principali predatori (gli uccelli insettivori sono quasi esclusivamente
diurni).
Attualmente le ragioni che spingono alla tutela delle specie travalicano
le valutazioni antropocentriche del passato: obiettivo delle azioni
di conservazione è la tutela della biodiversità, ossia
di quel complesso patrimonio di varietà genetica, ecologica
e comportamentale che è il prodotto di una storia evolutiva,
unica e irripetibile, durata milioni di anni. In tale ottica, il
fatto che i pipistrelli siano eccezionali insettivori, va evidenziato
per l'importanza nel mantenimento degli equilibri ecosistemici e,
quindi, della conservazione di un elevato numero di specie.
Sulla base di queste nuove motivazioni, la legislazione vigente
vieta l'uccisione, la cattura, la detenzione e il commercio degli
esemplari della nostra chirotterofauna (reati sanzionati penalmente),
ne proibisce il disturbo e dispone la protezione dei siti di rifugio
e degli ambienti di foraggiamento.
Tali norme di tutela hanno trovato in passato scarsissima applicazione,
spesso a causa dell'assenza di un'adeguata informazione e sensibilizzazione
pubblica, ma ci troviamo oggi ad una svolta, poiché lo Stato
è chiamato ad adempimenti concreti dalla Direttiva 92/43/CEE
("Direttiva Habitat") e dall' Accordo sulla conservazione
delle popolazioni di pipistrelli europei ("Bat Agreement"),
entrato in vigore in Italia nel maggio 2005 (L. 104/2005).
La Direttiva Habitat dispone il monitoraggio dello stato di conservazione
delle specie d'interesse comunitario, fra le quali vi sono tutte
le specie di chirotteri, che, da sole, corrispondono al 50% dei
nostri mammiferi di interesse comunitario. Nel 2007 ogni Stato dell'UE
dovrà trasmettere a Bruxelles i primi risultati del monitoraggio,
aggiornati al 2006. Il rapporto dovrà caratterizzare lo status
delle specie d'interesse comunitario, valutando trend demografici
e distribuzionali e i fattori che li condizionano. A tal fine le
Regioni dovranno fornire al Ministero dell'Ambiente i dati relativi
ai territori di propria competenza e resoconti analoghi dovranno
in seguito venir prodotti annualmente (art. 13 D.P.R. 357/97- 120/2003).
Il Bat Agreement rappresenta un testo normativo promosso dall'UNEP
- Programma Ambientale dell'ONU - la cui applicazione viene costantemente
seguita da un comitato internazionale. L'Italia, parte contraente,
ha l'obbligo di presentare rapporti periodici al comitato circa
lo stato di conservazione delle diverse specie, di censire e sottoporre
a tutela concreta siti di rifugio e importanti aree di foraggiamento
e di occuparsi attivamente di varie problematiche rilevanti al fine
della conservazione dei chirotteri, quali la gestione degli edifici
monumentali (spesso utilizzati come siti di rifugio, in particolare
nella stagione riproduttiva), degli ambienti sotterranei naturali
e artificiali (grotte naturali e miniere dismesse rappresentano
i principali siti d'ibernazione), degli ambienti forestali (alcune
specie utilizzano rifugi arborei e molte dipendono dagli ambienti
forestali e dai loro relitti, quali le siepi, per l'alimentazione
e per il ruolo che tali componenti ambientali hanno negli spostamenti
degli esemplari), del patrimonio zootecnico ed agricolo (alcuni
antiparassitari ad uso zootecnico e le pratiche dell'agricoltura
"petrolchimica" minano la disponibilità alimentare
per i pipistrelli; viceversa determinate forme di allevamento e
agricoltura tradizionale possono favorire varie specie).
Occuparsi di tali aspetti significa coinvolgere enti e professionalità
diverse: gli organi della Pubblica Amministrazione cui direttamente
è demandata la tutela faunistica; coloro che, con competenze
varie, si trovano ad affrontare problemi legati alla presenza di
chirotterofauna in ambienti naturali o artificiali assai diversificati;
il mondo della ricerca.
Relativamente a quest'ultima, occorre innanzitutto ammettere che
le conoscenze disponibili circa la chirotterofauna sono ancora notevolmente
carenti, per tutto il territorio nazionale. Ciò a causa delle
maggiori difficoltà di studio che caratterizzano i chirotteri
rispetto agli altri mammiferi terrestri, ma anche e soprattutto
per l'atteggiamento degli ambienti universitari che, per motivazioni
varie, hanno focalizzato per lungo tempo le ricerche su gruppi zoologici
diversi e, recentemente, privilegiato lo studio di specie appariscenti
(spesso quelle di taglia maggiore), oggetto di interessi settoriali
(in particolare da parte del mondo venatorio) o divenute specie-simbolo
della conservazione (lupo, orso e lontra). E' quindi necessario
attivare indagini chirotterologiche di base, soprattutto sulla distribuzione,
la demografia e le esigenze ecologiche delle diverse specie, onde
acquisire conoscenze indispensabili per attuare la conservazione.
AZIONI
PREPARATORIE (top)
In Piemonte, nel corso del '900, sono stati prodotti
due soli lavori inerenti la presenza e la distribuzione dei chirotteri:
il contributo di Gulino (1938) che, pur coi limiti dell'epoca, offre
una caratterizzazione preliminare della chirotterofauna presente
prima dell'avvento dell'agricoltura meccanizzata, e la review di
Sindaco et al. (1992) che, a oltre 50 anni dal lavoro precedente,
fa il punto sul lacunoso stato delle conoscenze, recuperando le
informazioni disponibili (museali e bibliografiche, ivi comprese
quelle dalle fonti " minori " come i bollettini speleologici)
e presentando alcuni nuovi dati.
Gli anni successivi hanno visto una crescita dell'interesse nei
confronti della chirotterologia, stimolata dalle sempre più
pressanti esigenze di conservazione e sostenuta dalla costituzione
della S.Te.P. (Stazione Teriologica Piemontese, associazione scientifica
con sede presso il Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola)
e dall'interessamento di alcune amministrazioni locali (Enti Parco,
Province). In tale cornice sono state effettuate indagini chirotterologiche
di base su varie aree della regione, pubblicati nuovi contributi
e realizzate iniziative volte all'informazione/sensibilizzazione
pubblica e alla tutela fattiva di colonie e siti di rifugio.
Nel biennio 2004/05, il Settore Pianificazione Aree Protette della
Regione, attraverso finanziamento (L.R. 47/95) all'Ente di gestione
del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, che, a sua volta, si
è avvalso della collaborazione della S.Te.P. ha realizzato
un programma finalizzato al monitoraggio demografico delle pricipali
colonie di chirotteri note nella regione, all'archiviazione in data
base delle informazioni inerenti i siti di rifugio di chirotterofauna
noti e alla costituzione di una rete di rilevamento chirotterologico
inter-Parchi.
Per le specie di maggior rilevanza conservazionistica sono state
esaminate criticamente tutte le informazioni disponibili, compresi
i dati storici, e tratte conclusioni gestionali, presentate alla
comunità scientifica nell'ambito del V Congresso dell'Associazione
Teriologica Italiana (Arezzo, 10-12/11/05).
Più in generale, le attività effettuate hanno fornito
elementi oggettivi per migliorare l'apporto regionale alla costituzione
della rete Natura 2000 (revisione dell'elenco dei siti e loro caratterizzazione)
e per stendere il primo rapporto sul monitoraggio dello stato di
conservazione dei chirotteri.
Il complessivo programma è stato propedeutico all'attivazione
del progetto in corso.
IL
PROGETTO IN CORSO (top)
Per concretizzare efficacemente le disposizioni normative,
in particolare della Direttiva habitat e del Bat Agreement, il Servizio
Pianificazione Aree Protette della Regione Piemonte ha approvato
la predisposizione di un Piano d'Azione Regionale per la tutela,
la conservazione e la valorizzazione delle specie di chirotteri
e dei loro habitat, nonchè una serie di attività correlate
che verranno svolte nell'arco del triennio 2006-09.
La realizzazione del progetto è coordinata dal Centro Regionale
Chirotteri (CRC), costituito presso l'Ente Parco Naturale Laghi
di Avigliana come struttura di coordinamento delle attività
inerenti il monitoraggio e la conservazione dei chirotteri, con
generale riferimento al complessivo territorio piemontese e con
particolare riguardo alle aree protette e ai siti inseriti o rilevanti
per l'inserimento nella Rete Natura 2000.
Il CRC si occupa dei compiti generali sottoelencati.
- Canalizzazione verso gli organismi territorialmente competenti
delle richieste d'intervento per problematiche inerenti i chirotteri.
- Coordinamento della Rete Interparchi di rilevamento chirotterologico,
struttura di raccordo fra le aree protette della Regione Piemonte
finalizzata a realizzare uno scambio di informazioni ed esperienze
fra aree protette sulle attività di ricerca e tutela della
chirotterofauna in corso.
- Supporto all'Amministrazione Regionale nella realizzazione delle
iniziative che riguardano la conservazione e il monitoraggio della
chirotterofauna, in particolare derivanti dalla Direttiva 92/43/CEE
(adempimenti sul monitoraggio delle specie d'interesse comunitario,
aggiornamento della Rete Natura 2000, valutazioni d'incidenza) e
dal Bat agreement.
- Creazione di un raccordo informativo, in materia di monitoraggio
e conservazione della chirotterofauna, con Amministrazioni, Enti,
associazioni o organismi diversi a livello interregionale, nazionale
e internazionale.
Nell'ambito del progetto triennale 2006-09, il CRC coordina le
attività sottoelencate.
- Prosecuzione del monitoraggio delle colonie riproduttive/svernanti
di maggiore interesse conservazionistico note in Piemonte, secondo
il protocollo standardizzato nella fase preparatoria del progetto.
- Realizzazione di interventi concreti a tutela di colonie e siti
di rifugio, con priorità per le azioni con maggior carattere
d'urgenza e rilevanza conservazionistica.
- Realizzazione di iniziative volte all'informazione/sensibilizzazione
del vasto pubblico e di utenze particolari (fra le quali: personale
preposto alla tutela faunistica, gruppi speleologici, mondo della
scuola).
- Redazione del Piano d'Azione regionale per la conservazione dei
chirotteri. Finalità principale sarà definire criteri
e azioni per garantire il rispetto delle esigenze ecologiche dei
chirotteri, considerando tutte le attività antropiche che
possono interferire negativamente con esse: dall'agricoltura alla
gestione degli ambienti forestali e delle zone umide, dagli interventi
sugli edifici (in particolare quelli monumentali) a quelli sulle
infrastrutture della rete viaria (anche ponti e viadotti vengono
utilizzati dai pipistrelli come siti di rifugio), dalla fruizione
delle miniere abbandonate a quella delle cavità sotterranee
naturali. Una parte del Piano riguarderà le azioni strategiche
da attuarsi sul territorio regionale per la tutela delle singole
specie. Il Piano dovrà essere oggetto di aggiornamento nel
tempo, in funzione delle nuove conoscenze che verranno via via acquisite,
nonché degli eventuali cambiamenti nello status di conservazione
delle specie.
- Applicazione, con valenza dimostrativa, degli indirizzi generali
del Piano d'Azione alla realtà locale del Parco Naturale
Laghi di Avigliana attraverso l'esecuzione di un'indagine chirotterologica
di base e di azioni inerenti la gestione degli ambienti naturali,
la lotta biologica e gli interventi sulle costruzioni antropiche.
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